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di andrea aufieri (04/11/2006 - 19:45)















L'articolo parla da sé. A buon intenditor...
E poi creo appositamente questa nuova categoria...

Da "La Velina Azzurra", newsletter di destra, fatta da gente che si definisce liberal e critica le dirigenze della destra politica.

Redatto poche ore prima della liberazione di Torsello

Ma che strano sequestro!
Un ostaggio che tratta
da solo la propria liberazione


Roma 3 Novembre (La Velina Azzurra) - Un personaggio strano per un
rapimento strano nell'affare Torsello. Non si è mai visto un ostaggio che parla al telefono per conto dei sequestratori, che gestisce la soluzione del proprio sequestro. Certo, c'è sempre una prima volta. Ma i sequestri di italiani all'estero ci obbligano spesso ad essere sospettosi e sgradevoli.
Le due Simone tornarono da un mese di prigionia nelle mani dei taglia gole iracheni fresche e profumate come se fossero state in crociera.
Adesso ci capita questo fotoreporter che non ha nulla di italiano perché vive nella City di Londra insieme alla moglie non italiana e a un figlio che non parla italiano; che da lì osserva e gira il mondo come free lance internazionale, convertito all'Islam, vestito da islamico con una barba chegli arriva ai piedi. Uno di quei giramondo cosmopoliti, inquieti e talvolta ambigui, che amano i posti più fetidi e a più alto rischio, che si tuffano con passione nelle umanità più degradate alla ricerca di emozioni forti e in nome della solidarietà internazionale. Sono gli emuli attuali dei personaggi di Rudyard Kipling, il narratore del colonialismo inglese che non citiamo affatto a caso.
Di italiano nel caso Torsello vi sono i suoi stretti rapporti con
Emergency, la rete estera di ospedali e centri di propaganda pacifista del chirurgo Gino Strada. Torsello è scomparso nella provincia meridionale di Helmand a due passi dall'ospedale di Emergency di Lashkar Gah, dove il fotoreporter continua a telefonare dalla sua prigione: casa e bottega insomma. Entrambi Torsello e Strada lavorano contro l'occupazione occidentale dell'Afghanistan. A un certo punto il fotoreporter viene rapito da un gruppo che chiede un riscatto altamente politico ma, dopo qualche giorno i sequestratori vengono coralmente sconfessati proprio dalle organizzazioni islamiche in Italia e in Afganistan.
A questo punto la trattativa si blocca e di Torsello spariscono le tracce.
Adesso il fotoreporter è ricomparso, dando lui stesso la prova di essere in vita. Si dovrebbe dedurre che è nelle mani di banditi comuni: un gruppetto straccione che non parla lingue e che si fa rappresentare dall'ostaggio stesso nel negoziato con l'ambasciata italiana. Qualcosa si inceppato nella gestione del sequestro. Perciò facciamo una scommessa: vedrete che Torsello alla fine verrà liberato gratis, sarà consegnato senza contropartite all'ospedale di Emergency, tra abbracci e baci, come riconoscimento all'opera meritoria di chi lavora per la pace. Almeno questo.

La Velina Azzurra N. 18 del 3.11. 2006
Supplemento di Italian Outlook - Facts and analysis
Reg. Tribunale di Roma N. 514/92 del 17/9/92
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