A cosa servono gli eroi?

a cosa servono gli eroi?
Spandi il tuo grido
lontano dal tuo letto:
il sole del Paese straniero,
non ha lo stesso colore
del tuo, al risveglio.
Spargi il tuo sangue
su di un suolo
indifferente
perché credi
in un falso ideale
inganno
d'un'immagine,
di dio.
Senz'altre vie,
non puoi che assopirti
in un assegno ipocrita.
Ti seppelliranno
maestosamente,
ti dimenticheranno
in fretta,
che già il prossimo
busserà.
Quanti chili
venduti
di vanagloria
potranno ripagare
spiegare,
una scelta
incontro al suo Destino,
tante strade
chiuse di colpo,
per una morte
"da Eroe?"
aa2003
Attenzione, attenzione!

Attenzione Attenzione!!!
il bop-blog
di
Francesco Sasso
e
Irene Leo
presenta qui
2 miei racconti:
andate, leggete
e
commentate...
Grazie!
aa
Ritorno di Onde

Maria Pia Romano, Onde di follia. Un estratto:
pp. 42-43
"Di una cosa sono certa fin da ora: quando vivi un'esperienza del genere, allora stai ricevendo un regalo prezioso dalla vita. Questi brividi ti restano dentro fino al midollo, ti accompagnano per tutta la vita, come un capolavoro perennemente incompiuto. E l'importante, alla fine dei giorni, sarà la consapevolezza di averli sentiti correre lungo la schiena. Uno a uno. Anche solo col pensiero,
ogni volta che lo volevamo. Semplicemente.
Voi la chiamate passione. Io quando ti guardo sento una morsa nel petto, vorrei urlare di felicità, piangere di gioia, ma resto immobile, senza la forza di far nulla. Scusatemi, io lo chiamo amore.
Beati voi che avete la vostra esistenza tranquilla e vi sentite appagati dalla quotidianità. Anch'io un tempo ho creduto che quello fosse l'amore e mi sono fatta scaldare le mani davanti al fuoco, ora so che esiste qualcosa di diverso: una febbre che ti assale e ti porta in un abisso profondo e tu non puoi più uscirne, nemmeno se lo vuoi. Le gioie della reciproca compagnia sono un conforto, lo squarcio che si apre nel mio petto e sanguina ogni giorno è l'amore. Che non so spiegare, decifrare, ignorare.
A me e concesso solo vivere. Con tutta l'anima".

Maria Pia Romano, Onde di follia, BESA 2006, collana "Costellazione", pp.84; 9,00 euro
ilpotlac su Maria Pia Romano anche qui e qui
Tutto scorre?

Il processo, il parco e la primavera: come restare indifferenti?
Il 28 marzo la prima tappa del processo a Lino De Matteis (www.linodematteis.it):
E’ possibile che in Italia un giornalista, serio e coscienzioso, possa essere querelato e rinviato a giudizio per diffamazione a mezzo stampa solo per aver dato dell’ “insensibile” ad un potente di turno, aver parlato di una “favola del povero orfanello”, aver menzionato un “partito degli affari e delle lobby economiche” che “stanno occupando le istituzioni e mettendo a rischio la democrazia”, aver detto che “controlla l’ambiente”, che “appare un grande fratello”, che c'è un "conflitto d’interessi parentale" e che ha “svenduto” beni della Regione?
Pare proprio di sì se il giornalista non ha nessuno alle spalle, né partiti, né associazioni, né gruppi editoriali e a querelare è un potentissimo presidente di Regione, come l’ex governatore forzista della Puglia Raffaele Fitto, accecato dal sentimento di “lesa maestà” al solo annuncio della pubblicazione del libro “il Governatore”, da me scritto e autopubblicato per indisponibilità di editori coraggiosi. Devo precisare che, in trent’anni di attività giornalistica fortemente impegnata e pur avendo scritto altri libri su questioni delicate, non ho mai ricevuto, non una querela, ma una lettera di smentita o di precisazioni. (continua)sul mistero Fitto anche qui su "ilpotlac"
Ruspe pasquali
Blitz delle ruspe nella notte. Ed è rivolta.
da La Gazzetta del Mezzogiorno del 13/04/06(www.lagazzettadelmezzogiorno.it)
Il Comune (di Lecce-ndr) ha scritto un nuovo, amaro capitolo della storia del verde da cancellare. C’è da fare posto al mercato e ad un parcheggio interrato
La gente di parco Corvaglia portata via di peso da vigili e poliziotti. Poi arriva lo stop del Tar
continua sul sito del parco
Il risultato della Puglia
Dalla <<Primavera>> al dietrofront
da La Gazzetta del Meggiogiorno (www.lagazzettadelmezzogiorno.it)
(...)la stessa Puglia che solo un anno fa incoronò governatore l'unico presidente di regione di Rifondazione comunista, è tornata a premiare il centrodestra (che sfiora il 52% sia alla Camera che al Senato, contro il 48% dell'Unione) e - eguagliata solo dalla Lombardia - ha assegnato a Forza Italia il ruolo di partito guida, con oltre il 27% dei consensi. C'è chi è pronto a giurare che questa tornata elettorale nulla abbia a che fare con il risentimento nei confronti delle amministrazioni locali. E che, piuttosto, sia stato lo spauracchio di portare al governo «il partito delle tasse» (come Berlusconi ha appellato l'Unione) ad aver avuto la meglio. Eppure, a leggere fra i dati, se i baresi hanno assegnato l'exploit pugliese agli «azzurri» e se i leccesi, guidati da una sindaca di An, hanno confermato che il partito di Fini è quello preferito, qualcosa anche sul piano locale vorrà pur dire.
continua qui (www.lagazzettadelmezzogiorno.it/quotidiano/gazzetta_edicolanav.asp)
Il numero 20 (anno III) di Musicaos.it è online.

Buona lettura e buon ascolto.
"Le(f)t me up. Criticize !"
1. Editoriale – Luciano Pagano
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http://www.musicaos.it/pagano.htm
2. L'elenco di tutti i testi e di tutti gli interventi
presenti in questo numero:
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Testi & Interventi
TESTI (http://www.musicaos.it/testi/2006/marzo.htm) :
Massimiliano Zambetta, Sotto il tappeto
Elisabetta Liguori, Una come me
Pasquale Iannucci, Paradise Card
Francesco Sasso, Offbeat: Marshall is dead
Maria Zimotti, Il germe del razzismo – La scia
Gioia Perrone, Corpo
Irene Leo, Lunedì pomeriggio
Paolo Ferrante, Gerogrammi
Alessio Argentino, Della cenere
Bianca Madeccia, da "Monologhi allo specchio"
Gianni Seviroli, Poesie
Paolo Augusto, Pilot! Solstizio d'estate
Ilaria Banchi, Poesie
Igor Legari, Mostrami le cicatrici
Marco Montanaro, Let's work together e Come i nazisti coi libri
Roberto Bani, Incontri notturni
Ugo Magnanti, Tre poesie spaccate
Flavio Villani, La fonte miracolosa
INTERVENTI (http://www.musicaos.it/interventi/interventi2006.htm) :
Vittorino Curci, Ancora blues
Luciano Pagano, "Dies Irae" di Giuseppe Genna
Stefano Donno, "Questa storia" di Alessandro Baricco, "Le particelle elementari" di Michel Houellebecq, "Il presente della poesia italiana" antologia di Lietocolle a cura di Stefano Salvi e Carlo Dentali, "Memoria delle mie puttane tristi" di Gabriel Garcia Màrquez, "Mozart di Atlantide" di Simone Maria Navarra, "Il manuale dell'inquisitore" di Nicolau Eymerich, Francisco Pena, "Il Diario del Professor Abraham Van Helsing" di Allen Conrad Kupfer
Elisabetta Liguori, La malinconia del non ritorno su "Dolce cattività" di Nicola Papa
Elisabetta Liguori - Le voci di Dadati, su "Sorvegliato dai fantasmi" di Gabriele Dadati
Francesco Sasso, L'incubo meccanico, su "Tuta blu" di Tommaso di Ciaula
Flavia Piccinni intervista Peppe Fiore autore di "L'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi"
Flavia Piccinni, "Broken Barbie" di Alessandra Amitrano
Flavia Piccinni intervista Simone Marcuzzi autore di "Cosa Faccio Quando Vengo Scaricato – e altre storie d'amore crudele"
Irene Leo, "Gocce in un mare di petrolio" di Alessandro Bon
Enrico Pietrangeli, "Serial killers italiani" di Gordiano Lupi
Maria Beatrice Protino, Considerazioni psicoanalitiche sull'opera di Michelangelo
Maria Rosaria Montanaro, "Balenii d'esistere" di Pamela Serafino
Pamela Serafino, Carlo A. Augieri, "L'animismo del linguaggio"
Lidia Gargiulo, "Di amore, di morte" di Enrico Pietrangeli
Vito Antonio Conte, "SONO FLUITO e altre poesie" di Fernando Pessoa, La meraviglia dell'incontrare
3. Canto Blues alla Deriva
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prossimamente in libreria
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da un'idea di Francesco Sasso e Luciano Pagano – nota introduttiva di Vittorino Curci, testi di Francesco Sasso, Luciano Pagano, Irene Leo, Gioia Perrone, Tiziano Serra, Vito Antonio Conte, Rossano Astremo, Stefano Donno, Davide D'Elia, Matteo Chiarello, Angelo Ciciriello, Paolo Simoncini.
http://www.musicaos.it/canto/cbd.htm
4. Dante – Inferno
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Un'operazione eccezionale per il suo valore artistico e divulgativo, da un'idea di Simone Giorgino, Dante – Inferno, ovvero la prima cantica della Divina Commedia interamente letta da Simone Giorgino e disponibile in formato MP3. Nella sezione DOWNLOAD di Musicaos.it. Sempre nella sezione download continua il viaggio di Simone Giorgino nella poesia italiana, Un Canone In Canto – Vol. II – Dante.
Dante – Inferno
http://www.musicaos.it/download/inferno/inferno.htm
Un Canone In Canto Vol. I (Il Duecento) e Vol II. (La poesia di Dante)
http://www.musicaos.it/download/uncanoneincanto/uncanoneincanto.htm
5. ROMANZO ELETTRONICO - Città dell'alfabeto di Peter Patti
Nella sezione dedicata ai nostri romanzi elettronici (La carne muore - Rossano Astremo, Fiat Umbra - Tonio Rasputin) potete continuare a scaricare "Città dell'alfabeto" di Peter Patti.
http://www.musicaos.it/testi/peterpatti/cittaalfabeto.htm
6. Supporto gratuito da parte dei lettori
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http://www.musicaos.it/supporto.htm
7. Contatti, Proposte, Comunicati Sezione DIARIO, Ufficio Stampa, Collaborazioni, Invio testi
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musicaos@libero.it
musicaos@gmail.com
Heinrich Böll, Croce senza amore.

Heinrich Böll, Croce senza amore; Mondadori “Scrittori italiani e stranieri” 332p. 2004
Heinrich Böll scrisse, direttamente in bella, questo romanzo nel 1947, quando le macerie tedesche ancora fumavano morte, dolore, voglia di vivere. E si sente tutta la passione per il destino dei ribelli silenziosi e, in generale, per la tragedia avvenuta.
Quando Hitler meditava il putsch della birreria, già le sue foto si diffondevano ed i giovani protagonisti, disgustati ma tragicamente attratti dal suo sguardo, lo definiscono belva divina.
Appena pochi anni dopo l’induraturo trionfo di quella negazione dell’umano che fu il nazismo, questo libro sarebbe stato l’emblema di una nazione che decideva di aprire gli occhi e guardare indietro.
Così non fu, però, perché gli editori, nel guardare indietro, dovevano avere il biblico terrore di restare di sale: essi rifiutarono il dattiloscritto perché troppo duro nei confronti dell’esercito, che tutto sommato aveva così nobili radici nella disciplina prussiana inculcatagli dai tempi di Federico, quelli in cui la Prussia era definita un esercito con uno stato e non uno stato con un esercito.
Böll decise di cercare altre vie, meno aspre, più dirette ai cuori delle genti, ma la risposta della società fu un colpevole oblio borghese. Così è passato poco meno di mezzo secolo prima che questo ennesimo capolavoro abbia potuto vedere la luce.
Dedicato ai morti senza voce ed ai futuri costruttori della nuova Germania, l’opera non perde il suo slancio, rivelandosi anzi quanto mai attuale.
Lo spirito polemico dell’attivista premio Nobel sta tutto in una domanda: dov’erano le radicate coscienze cattoliche e le loro autorità sotto il nazismo?
La risposta se la dà sempre lui: erano conniventi con i carnefici, almeno agli alti livelli. Conniventi, però, perché presi per il bavero (“...non è terribile quanto infinitamente pochi siano stati gli uomini di chiesa in Germania che sono insorti contro la follia? Non siamo terribilmente soli? Non dovrebbe accadere che ogni cristiano che ti incontra con naturale spirito di fratellanza, dal vescovo fino all’ultimo cappellano, condivida la tua stessa idea e ti aiuti con tutti i mezzi illegali- in base al diritto dello stato- e soprattutto sia pronto a dire la verità?”; p.313).
Simboliche in questo senso due immagini: quella iniziale con la croce di ferro che sembra piegarsi e spezzarsi sotto il vento e quella di un protagonista che colpirà per il suo silenzio e la sua assenza, Joseph, costretto a riunirsi in clandestinità per vivere la sua fede. Finirà in un campo di concentramento.
Anche la famiglia Bachem è cattolica, ma di una fede più interiore, sebbene profonda anch’essa. Figure di spicco sono la signora Hanna e il suo figlio minore Christoph, decisi a passare incolumi l’orrenda bufera, travolti dagli eventi, ma sempre vivi. Hanna è uno dei soliti immensi ritratti di donna che Böll sapeva regalarci, dalle infinite risorse, dagli strazianti tormenti. Suo figlio è genuino come lei (lo seguiremo fino in Russia, la “sanguinosa caldaia di pazzia ribollente”). Straniato al limite della follia dal militarismo, egli troverà in Cornelia la salvezza del suo nitore. I suoi atti sembrano parte della biografia dell’autore tedesco, che alla fine decise di disertare e rischiò la fucilazione e, prima ancora, viaggiò per le città in guerra con l’enorme peso di chi viene visto come un vigliacco, pur possedendo la verità.
La faccia oscura, o meglio amletica, della famiglia è il nazista della prima ora Hans, il figlio maggiore, i cui monologhi interiori sembrano intrisi del decisionismo schmittiano. Per lui, in condizioni di eccezionalità tutto si sacrifica e si sopporta per la rinascita della Grande Germania: la democrazia, l’amicizia, l’amore, Hitler e la violenza sanguigna e sanguinolenta dei suoi superiori; tutto ma non il suo stesso sangue. Troverà in Russia la (sua) nemesi.
Consiglio i primi due capitoli, veri e propri saggi sul cattolicesimo e le masse schiacciati o invasati dall’ideologia, posti saggiamente prima di potersi tuffare nella calda lettura di questo romanzo circolare di crescita e iniziazione, con in mezzo l’immane tragedia, ma pervaso dall’universalità del messaggio d’Amore, in qualsiasi forma esso si manifesti.
Buona lettura.
HEINRICH BÖLL .

HEINRICH BÖLL ( 1917-1985 )
passione e coscienza d'una Germania obliosa
Il personaggio ha carattere ed è affascinante: invia un gigantesco mazzo di fiori alla donna che schiaffeggia l'allora cancelliere Kiesinger per il suo passato nazista; pur essendo cristiano, si rifiuta di pagare la "tassa per il culto" all'arcivescovo della sua città, Colonia, sconfessando una Chiesa istituzionale sempre più immischiata con il capitalismo tedesco; ha il coraggio di chiedere grazia per il gruppo anarchico Baader-Meinhoff, sul quale si era scatenata una psicosi da caccia alle streghe; ospita nella sua casa di elemento occidentale, e per di più tedesco, l'esule Solženicyn; anticipa il Sessantotto lottando per le cause di Verdi e pacifisti.
In tutto questo gli riesce persino di vincere un Nobel ('72), proprio mettendo a nudo le mille contraddizioni d'una Nazione a metà tra tragedia della miseria e accenni di un miracolo economico che vuole stabilire le sue basi su di un silenzio puritano ma scandaloso a proposito del suo recente passato, come già sosteneva nel suo terzo romanzo E non disse nemmeno una parola ('54).
Detto quanto da lui compiuto, volendo seguire il pensiero sartriano secondo cui l'uomo sarebbe ciò che fa, possiamo affrontare il suo pensiero e le ragioni di tale pensiero.
Böll, figlio di un falegname scultore ed ultimo di otto fratelli, eredita dai suoi un forte concetto di democrazia, rigettando prima il sistema nazista, da cui è spedito al fronte, dove è ferito quattro volte, diserta e viene arrestato, poi il revancismo reazionario e il militarismo rifiorente ai quali egli si oppone con una massa imponente di articoli e saggi rivelatori.
La sua è un'utopica idea di società cristiano- popolare che parte dal basso e da sinistra: una società dove ancora contano i sentimenti, quelli che il protagonista di Opinioni di un Clown ('63) vede raffreddarsi e morire fuori e dentro di sé, coperti da una solida e conveniente ipocrisia, una società semplice nei segni esteriori ma di grande profondità spirituale, come la vita apparentemente squallida di Leni Gruyten, la signora di Foto di gruppo con signora ('71).
Per poter costituire tale società, l'uomo deve ritornare ad essere tale, ponendosi in atteggiamento anticonformista e critico oltre le ebbrezze e le ipocondrie che alimentano alienazione, diffidenza classista e razzismo, recuperando quel nucleo educativo fondamentale, la famiglia, che la guerra aveva destabilizzato facendo strage di figure paterne- Casa senza custode ('54).
Tutto questo viene costruito da Böll sempre con una grande lucidità, che passa dal realismo drammatico dei primi romanzi in cui guerra, morte e volontà di memoria sono le principali protagoniste- Il treno era in orario ('49), Dov'eri, Adamo? ('51)- , per poi passare ad un' ironia burlesca con punte di acido sarcasmo quando la nuova pseudo- società del benessere sta prendendo piede- oltre ai citati Opinioni…e Foto…anche in Biliardo alle nove e mezzo ('59), Termine di un viaggio di servizio ('72), L'onore perduto di Katharina Blum ('74), l'ultima opera Donne con paesaggio fluviale ('85), ed inoltre in racconti come La pecora nera, Tutti i giorni Natale e Il legato che gli daranno fama di ottimo short story- teller.
E' da segnalare anche un'opera che ricalca le famose novelle politiche di Orwell, ma che non ebbe grande successo: Assedio preventivo ('79), che tratta un tema quanto mai attuale, come quello di uno Stato che si difende dal terrorismo facendo terrorismo.
Heinrich Böll è uno dei tanti esempi della letteratura impegnata del Novecento che andrebbe riletto non solo come anticipatore di molti eventi o come censore e incitatore al risveglio delle coscienze, alla critica ed all'autocritica, ma anche per le pagine di raro lirismo, indice di grande sensibilità, che con naturalezza ha saputo esprimere toccando le corde dell'anima di molti lettori.
Pensandoti.

Hanc tibi, Fronto pater, genetrix Flacilla, puellam
oscula commendo deliciasque meas,
parvola ne nigras horrescat Erotion umbras
oraque Tartarei prodigiosa canis.
Impletura fuit sextae modo frigora brumae,
vixisset totidem ni minus illa dies.
Inter tam veteres ludat lasciva patronos
et nomen blaeso garriat ore meum.
Mollia non rigidus caespes tegat ossa nec illi,
terra, gravis fueris: non fuit illa tibi.
Marziale, Epigr. V, 34
Affido a te, padre Frontone, e a te, madre Flacilla, questa bimba,
mio amore e mia gioia,
affinché la piccola Erotion non sia terrorizzata dalle nere ombre
e dalle fauci spaventose del cane del Tartaro.
Avrebbe completato soltanto il gelo del sesto inverno
se altrettanti giorni ella fosse vissuta.
Fra due protettori tanto anziani, gaiamente al gioco s'abbandoni
ed il mio nome gridi con bocca balbettante.
Una zolla morbida raccolga le tenere ossa
e tu, terra, non esserle grave, come ella per te non fu.






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