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Archivio Dicembre 2005

Edodardo Sanguineti. Michele.

di andrea aufieri (29/12/2005 - 11:45)

 

 

 

 

 

piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero
Bosch in miniatura, un salvadanaio di terra cotta, un quaderno
Con tredici righe, un'azione della Montecatini:
                                                piangi piangi, che ti compero
una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente,
un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica
con bandierine vittoriose:
                      piangi piangi, che ti compero un grosso capidoglio
di gomma piuma, un albero di Natale, un pirata con una gamba
di legno, un coltello a serramanico, una bella scheggia di una bella
bomba a mano:
             piangi piangi, che ti compero tanti francobolli
dell'Algeria francese, tanti succhi di frutta, tante teste di legno,
tante teste di moro, tante teste di morto:
                                                 oh ridi ridi, che ti compero
un fratellino che così tu lo chiami per nome: che così tu lo chiami
Michele:


da Purgatorio de l'inferno

Giuseppe Ungaretti. Natale.

di andrea aufieri (28/12/2005 - 00:02)

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

da Vita d'un uomo, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1977

Eugenio Montale. In principio era il Verbo.

di andrea aufieri (23/12/2005 - 19:05)

Si risolve ben poco
con la mitraglia e col nerbo.
L'ipotesi che tutto sia un bisticcio,
uno scambio di sillabe è la più attendibile.
Non per nulla in principio era il Verbo.

da Quaderno di quattro anni, Mondadori, Milano 1977

Due leccesi in Val di Susa

di andrea aufieri (21/12/2005 - 14:05)

 

Venerdì scorso, due miei cari amici hanno preso il treno per Torino, con in corpo la voglia di dire no insieme ad altre ottantamila voci.
No ad un'altra vergogna italiana: la società TAV ha un passato ed una formazione da nascondere: Romiti come Prodi o Susanna Agnelli o ancora il ministro Lunardi e consorte, per vari motivi ci sono dentro. Perché quando c'è da mangiare per tutti, al di là di schieramenti supposti, veramente la politica si mostra nel suo più cupo fetore. Il modello TAV è una lezione su come ci si dovrebbe impossessare del denaro pubblico dopo Tangentopoli.
Perché è il modello creato quello che dovrebbe spaventare, in quanto le idiozie tecniche che da più di dieci anni vengono vomitate sui valsusini sono da respingere con il più genuino buon senso.
Il modello TAV ha in seno un germe distruttore, che potrebbe creare un nuovo modello, questa volta positivo.
La capacità di dissentire criticamente. Da dieci anni il comitato No Tav lotta con determinazione e intelligenza contro furbizia e speculazioni, per il proprio diritto alla salute, per una più oculata distribuzione del denaro pubblico, magari inteso a migliorare i servizi al cittadino e all'infanzia. Magari un pò a stringere la cinghia piuttosto che pensare all'abominio (leggi "Ponte sullo Stretto"...).
La volontà dei due amici leccesi è quella di vedere e di sapere, di conseguenza informare (qui non si scherza con le ccdd. "Grandi Opere" come la ss275 o la "circumsalentina"). Roberto Paladini e Vincenzo Marotta, Presidente e Tesoriere dell'Associazione Culturambiente, della quale figuro tra i fondatori e per la quale rivesto la carica di Segretario, sono partiti dopo aver studiato a TAVolino una possibile struttura per un documentario da proporre poi qui a Lecce, e non solo, per sapere, certo. Ma anche per capire come mai l'entusiasmo e la volontà sono state più forti del tempo, di ben dieci anni. Durante i quali, invece di smontar baracca, i valsusini hanno costruito presidi nelle zone cruciali (si sale da Bruzolo per poi andare a Bussoleno e infine a Venaus), hanno resistito al motto di Sarà Düra pensando agli inverni e al tremendo vento che spira da Venaus. Quello stesso vento che farebbe circolare l'amianto e l'uranio presenti nel sottosuolo valsusino, comprovatamente radioattivo.
La manifestazione è stata un successo, grazie anche all'attenzione rivolta ai manifestanti non tanto dai media quanto da artisti come Marco Paolini, Dario Fo e Beppe Grillo. I telegiornali della domenica hanno messo in primo piano la stupida aggressione al leghista (non trovo offesa peggiore) Borghezio, piuttosto che  agli ottantamila.
Vincenzo e Roberto si sono goduti la manifestazione e poi sono andati alla ricerca del segreto della Val di Susa, in circostanze a dir poco picaresche. Grazie ad un treno sfuggito, sono stati accompagnati da una Beatrice del luogo, figlia del giornalista Cancelli, autore del libro che svela tanti retroscena sull'asse, non proprio lineare,Tav-Susa.
Il risultato? si  vedono i ragazzi coperti da piercing serviti a pranzo dall'accondiscendente vecchina, il vicesindaco che parla a ruota libera, il pompiere che manifesta perché  in caso d'incendio il mega-tunnel sarebbe perso, e perché i Vigili del Fuoco si sono rifiutati di accompagnare la polizia nelle consuete cariche d'avviso. Si racconta di come i poliziotti, la notte del raid di Venaus, abbiano prima bevuto in compagnia dei presidianti e poi siano tornati a bastonarli: hanno preso legnate tutti, dal ragazzino scout alla pensionata inerte. Si racconta anche dei poliziotti che a Monpantero hanno creato un cordone che permette di entrare nel villaggio solo ai residenti. E i loro parenti? Fuori! Neanche fossimo nella Berlino di sedici anni fa o a Gaza. Questo perché in quel paesino i furbi sono riusciti a piazzare le loro trivelle, di dubbia funzionalità visto lo stato in cui vessano: ci verrebbe da chiederci se le trivelle lì siano il simbolo terrificante di una presenza che non cessa d'intensificare la sua ottusaggine.
Noi crediamo che il segreto della Valle sia la capacità della gente di tenersi unità e solidale. Grazie alle attività culturali organizzate nei presidi e grazie ad una mentalità aperta e determinata, così ripetutamente affibbiata al Meridione ed al Salento in particolare da averne obliato il significate. Provate a manifestare passando dai paesini di campagna, qui, e vedete se non vi tireranno una zappa dietro con urlo annesso: "Andate a lavorare!"
C'è da imparare e da collaborare: l'orizzonte è appena dischiuso!

sogno delle 3.32 di un giorno obliato

di andrea aufieri (17/12/2005 - 09:55)

si sedettero entrambi
sulle onde del tempo,
silenzio.
i loro sguardi
non s'incontravano mai
quando erano lì
fissi e impauriti com'erano
i loro occhi
attratti dalla lontana
sostanza blu scura appesa
sulla loro testa.
seduti avanzavano
senza fermarsi
ogni tanto
un pesciolino guizzava
accanto a loro
turbini di bollicine
e un bambino
lo seguiva correndo
per acchiapparlo
senza però riuscirci mai.
finalmente lei notò
il sole era tramontato
e quella sera le cicale
non cantavano
lui seguì con il dito nell'acqua
la linea morbida delle orecchie di lei
"Sarà", disse allora
sfilò un'armonica
da una tasca
che prima non c'era
si godette quell'aria 
cominciò a suonare
senza aver prima pensato
alla melodia.
ne uscì una lirica
che ruppe il moto del tempo
su cui erano seduti
così da poter affondare
lei si strinse a lui
lui non smise di suonare
neanche quando
furono del tutto immersi
nella liquida tenebra.
lei non poteva farci niente
lui era fatto così...


Su Stanley "Tookie" Williams

di andrea aufieri (13/12/2005 - 13:05)

 

HASTA LA VISTA, BABY!

In mezzo tra il Giortno del Ringraziamento ed il Natale, gli Americani si saranno fatti scivolare addosso l'ennesima dimostrazione d'inciviltà che la loro Confederazione ha compiuto. Eppure sono loro il Paese più avanzato, l' avanguardia dell'occidentalità.

Sapere il perché di tante cose non risolverà nulla, eppure stamane una persona è stata assassinato dall'Avanguardia Occidentale, nel "migliore dei Paesi possibili" del "miglior Mondo possibile".

Stanley "Tookie"- si direbbe "Tockie", ma va bene lo stesso- Williams è stato un violento, perché è stato uno dei fondatori dei Crips, una delle due gang originali di Los Angeles (l'altra è quella dei "Bloods") che nel corso degli anni hanno trasformato interi quartieri della città in campi di battaglia nei quali ogni anno cadono, inutilmente, centinaia di giovani pronti a uccidersi a vicenda per due grammi di crack.
Come uno dei leader storici dei Crips, Williams è appunto uno dei responsabili di questa carneficina, ma è anche uno che da quando è entrato nel penitenziario di massima sicurezza di San Quentin, 24 anni fa, ha deciso di trasformare la sua vita. Ha scritto libri e trattati sulla stupidità della violenza. Ha scritto libri per bambini in cui ha parlato del valore della tolleranza e della pace. E' diventato un prigioniero modello. E per ben cinque volte il suo nome è stato proposto per il Nobel per la pace e per la letteratura. In particolare, tocca il cuore il suo "Blue  rage, black redemption", dove egli descrive i tumultuosi mutamenti del suo animo.

Insomma, il sistema carcerario ha avuto, o pare proprio che abbia avuto su di lui l'effetto che si spera la follia del carcere possa avere su tutti quelli che vi vengono gettati. Sarebbe stata una festa della civiltà, la Società avrebbe riacquistato dignità.

Ma quanta dignità può avere la società di uno Stato governato da Terminator? Williams e Schwarzenegger si sono conosciuti: sul finire degli anni Settanta frequentavano entrambi la palestra all'aperto di Venice Beach, dove Tockie restava per ore in ammirazione della forza e dei muscoli di questo atleta austriaco che, in quei giorni, era noto solo nel mondo del bodybuilding.

Il campione di bodybuilding ha messo su un bel teatrino e, da Governatore, ha recitato sicuramente qualcosa del tipo: "Hasta la vista, baby!", negando la grazia a Williams. Almeno nei suoi film le mani se le sporcava di persona.

La causa della morte di Tockie si potrà leggere sugli atti ufficiali: "Omicidio". L'ultima ipocrisia.

Venerdì scorso Tockie ha rilasciato la sua ultima intervista alla giornalista di Newsweek Karen Breslau.

Ci vuole descrivere le condizioni fisiche in cui si trova in questo momento?
«Si riferisce al fatto che sono incatenato al letto? Fuori della cella c´è una guardia che controlla ogni mio movimento. Tutto ciò che possiedo mi è stato portato via. Questo è ciò che accade a chi è in attesa di esecuzione della sentenza».
Nel mondo esterno si tende a ritenere che sia «meglio essere morti» che rinchiusi per il resto della propria vita. Lei sta combattendo quasi fino alla sua ultima ora. Perché vuole continuare a vivere in queste condizioni?
«Innanzi tutto ho il cuore, la forza d´animo e la voglia di riscatto necessari a combattere. Non sono colpevole. Non sono uno che si dà per vinto. Ho combattuto per tutta la vita. Essere di colore è la ragione principale. Questa integrità e questa forza d´animo mi è stata trasmessa dai miei antenati che hanno dovuto combattere per restare vivi quando erano in schiavitù, che hanno dovuto affrontare i linciaggi e altri ingiusti attacchi».
Sta dicendo che ciò che è accaduto alla sua vita, il fatto di trovarsi nel braccio della morte, dipende dal razzismo?
«Certo. È collegato al mio passato disgraziato. Sono convinto di trovarmi qui in virtù di un karma, non per aver ucciso qualcuno, perché è una cosa che non ho fatto, ma per altre cose che ho fatto in passato e per le quali l´avevo fatta franca».
Se lei avesse potuto essere nella stanza con Arnold Schwarzenegger durante l´udienza per la sua domanda di clemenza, in che modo gli avrebbe chiesto di risparmiarle la vita?
«Gli avrei detto che sono innocente e che se mi concederà clemenza continuerò a fare il mio lavoro. Credo che quello che sto facendo sia un lavoro. Useranno i miei libri e altre opere per aiutare e insegnare a quelli che vogliono cambiare la loro vita».
La pubblica accusa dice anche che lei sta facendo pressioni non soltanto per ottenere clemenza, il che significherebbe ridurre la sua condanna a morte in un ergastolo, ma anche per un eventuale rilascio dal carcere. Sostiene che lei vuole uscire di prigione e che, ora, per questo motivo direbbe qualunque cosa sia necessario dire per poter presentare altri
appelli.
«Beh, mettiamola in questo modo. Se i miei avvocati riescono a provare la mia innocenza, io non dovrei farlo? Sono certo che se l´infallibile DA (deputy advocate) fosse al mio posto, anche lui si batterebbe per l´innocenza. Loro non si arrendono. Perché, perché sono nero dovrei arrendermi? Perché sono stato uno dei fondatori dei Crips dovrei arrendermi? Loro cercano di dimostrare che la responsabilità di tutto ciò che hanno fatto i Crips è mia. Sono rimasto rinchiuso dal 1979. Sarebbe come dire che tutti i bianchi sono razzisti e dovrebbero essere ritenuti responsabili. Secondo me, dire che tutti i bianchi sono razzisti sarebbe assurdo. Questo equivale a dire che sono responsabile di tutti i reati commessi dai Crips».
Lei ha negato per 24 anni di aver ucciso quattro persone. Durante questo colloquio lo ha ribadito molte volte. Vuole dire i loro nomi?
«Scusi?» [La linea sembra essere stata interrotta. Silenzio] Risponde l´avvocato di William, Barbara Becnel. «Che razza di domanda è questa? In qualunque modo risponda, è fottuto. E una domanda razzista!»

(Copyright Newsweek-La Repubblica. Traduzione di Antonella Cesarini)

«Una delle mie paure è che se scartiamo la possibilità di redenzione e i contributi sociali e se rifiutiamo l'evidenza di redenzione di trasformazione apriamo la strada a una nuova ondata di cinismo», sostiene il reverendo Jesse Jackson. Quindi quando si parla di giustizia, s'intende solo repressione?

Le quattro persone uccise nel 1979 non torneranno indietro ad esternare il nome del loro assassino. Il loro presunto assassino, quello che è stato giustiziato per omicidio, non tornerà per gioco a dirci se è vero.

Restano i suoi libri ed il suo tentativo, a volte andato a buon fine, di togliere ragazzi dalla strada. Con tecniche quali il peer mentor, da pari, e senza giudizi, colui che ha esperienza la riporta a chi lo ascolta.

I suoi libri continueranno ad essere venduti ed apprezzati per il loro contenuto. Il loro autore è morto perché non capace, per la legge, di rientrare nella società.

Questa non è solo una questione di razzismo. Qui qualcosa non va nella cultura. Osservare la foto inserita in questo post mi fa riflettere su due cose essenziali di cui il mondo adulto dovrebbe aver bisogno. Ma che dovrebbe richiedere a gran voce. Informazione critica. Arte critica.

  

Tabula Rasa 04. Una poesia di Ilaria Seclì.

di andrea aufieri (12/12/2005 - 09:38)

Ilaria Seclì
Salentina nata a Ginevra. Ha pubblicato la sua prima raccolta D'indolenti dipendenze per la collana Poet/bar (Besa Editrice). E' presente nell'antologia PoetiCircus, a cura di G. Goffredo (Poiesis Editrice).

CARROZZA BAROCCA
Pensandoci se ne potevano trovare altre.
pensandoci se ne potevano trovare di migliori.
forse più efficaci, non farse false soluzioni, forse.
sollevata appesa bruciata stordita.
Pensandoci se ne potevano trovare.
Offerta senza oneste intenzioni
in tuffi blu di cristi kieslowskiani.
Fosse vivo E. 17 nel '92. fossi viva io.
fosse stato un albero o un'unghia di gallina
l'ematofago che impietriva
fosse stato una mondina.
fosse stato un albero o un'unghia di gallina
l'ematofago che impietriva
fosse stato una mondina.
Ohh angoscia che viene in belletto e s'affaccia
carrozza barocca décolleté prezioso
e gonna gonfia di merletti francesi, neri.
gonfia da infilarci una vita. uligine parigina
e giocare a giocarla tra le gambe intorno
ooo, ulaop, giro in tondo, giro in tondo
com'è folle il mondo, com'è folle la terra.
Ohh madame ubriaca di vino e di eccesso
ohh angoscia che viene in belletto e s'affaccia
carrozza barocca, portiamola in scena la parte
proviamola ancora montiamo le luci schiariamo le voci.
Dei morti è il pubblico ed è lì ad ascoltare
senza tirso o crocefìsso a farli ballare
che è singhiozzo di bruti   ed è meglio all'appello    scappare.

Tabula Rasa 04. Una poesia di Gioia Perrone.

di andrea aufieri (09/12/2005 - 18:06)

Gioia Perrone è nata a San Pietro Vernotico (Br) nel giugno 1984.
Visitate il suo blog nero e rosso.

Volevo postare queste, ma il Fondo Verri, appunto, ha indovinato esattamente tempi e contenuti. Questa, però, va letta come un'ulteriore conferma della sensibilità poetica di Gioia. Complimenti!

"Visioni di lamette

parate e belle

....quel che non tiene la mente straripa

altrove

mi ripeto come una digestione

pardon!

pardon!

fa la mia campana di carne"

Tabula Rassa 04. Una poesia di Carla Saracino

di andrea aufieri (07/12/2005 - 16:39)

 

Carla Saracino
Nata 24 anni fa a Maruggio (Ta), ha pubblicato alcuni suoi versi nell'antologia PoetiCircus, a cura di G. Goffredo (Poiesis Editrice).

Com'è vero alla fine delle stagioni
Il timore umiliante della brevità

La solitudine che prende l'odore
Di due mani fatte nel buio
Al limite dell'oblungo vetro di pioggia

Sull'adiacenza dei vetri è l'acqua
L'umano

Dalla raccolta inedita I milioni di luoghi

Sfogliando Tabula Rasa n.04

di andrea aufieri (07/12/2005 - 16:30)

Il nuovo numero della rivista di letteratura invisibile  Tabula Rasa

 Saperla in libreria vuol dire tastare il polso al fermento letterario salentino e trovare che ancora pulsa. Molto più delle pubblicazioni sfarzose ed eccessive, questa rivista testimonia la vita  elettrica di quelli che di poesia e letteratura ci muoiono, non conquistando spazzi sufficienti e/o adeguati alla loro vitalità.

Così, ecco che la dignità la si costruisce con i fatti ed i contenuti. E, ahimé, i contatti. Perché se non si testimonia la collaborazione con Wu Ming, vuol dire che si è proprio fuori. Così la grafica presentata dalla Big Sur diventa godibile, cucendo su misura un vestito da gala alla rivista.

Sui contenuti vorrei soffermarmi: nella narrativa si distinguono le prose di Pagano, di Tarantino, di Malesi e di Iori.

Nella critica: Pagano mi brucia sul tempo "anticipando" un tema che avrei presto trattato su questo blog, quello della poesia contro la canzonetta e, più in generale, i mezzi d'espressione artistica. Anche una voce salentina, quindi, sull'annoso dibattito rinfocolato dall'intervista rilasciata da Maurizio Cucchi ad Enzo Mansueto nel  marzo scorso sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. Monica Mazzitelli dialoga con Girolamo De MIchele, autore di Scirocco; Elisabetta Liguori legge criticamente l'opera di Antonio Pascale; Rossano Astremo analizza in paranoia le orbite narrative di Tommaso Pincio.

E' la sezione poesia quella che più mi colpisce: leggerete su questo blog estratti dagli spazi dedicati a Carla Saracino, Ilaria Seclì e Gioia Perrone. Ma sono da segnalare un magistrale Michelangelo Zizzi, gli haiku di Elio Coriano e, finalmente, un pò di luce alla poesia potente di Simone Giorgino (L'Alter Ego di maggio pubblicò in anteprima gran parte dei componimenti qui riproposti del trentenne leccese).

 Buona Lettura con Tabula Rasa 04, Besa Editrice, 264pp, 7 euro.

Giovanni Tuzet. Una poesia

di andrea aufieri (05/12/2005 - 22:41)

Amore

Soffro di un amore logico,
perché tutto mi conduce a lei,
perché tutto in lei mi ha vinto
perché lei ha ciò che cerco
ma non ha per me l'amore

Soffro di un amore logico
sono in pena per il bruno
dei suoi occhi come terre
e più penso e più ragiono
più non so trovare pace

Soffro di un amore logico
forse ami un altro uomo,
Silvia mia e non so,
che cosa per me provi né che cosa
fare ancora per averti

Soffro di un amore logico
mi sciolgo alle pupille come neve
ai tesori sul campo ritrovati
dopo il vomere e la pioggia
prima del vento e la sera

Soffro di un amore logico
ma sento ormai poiché non mi ami
ma ami un altro, che il mio
amore
già diviene folle e illogico,
e per questo soffro e spero

da Logiche e mancine in PoetiCircus, antologia curata da Giuseppe Goffredo (Poiesis Editrice)

Giovanni Tuzet è nato a Ferrara nel '72, dove si è laureato in Giurisprudenza. E' dottore di ricerca in Filosofia del Diritto presso l'Università di Torino e in Filosofia della Conoscenza e Ontologia presso l'Università di Paris XII.
Ha pubblicato su riviste di filosofia e letteratura, tra le quali spicca Atelier.
Le tre raccolte finora edite sono: Suggestioni di poesia (S.Matteo della Decima, Officina Grafica S. Matteo, 1993); 365-primo (Ferrara, Liberty House, 1999); 365-secondo (Liberty House, 2000).

Elsa Morante (1912-1985). Il mondo salvato dai ragazzini.

di andrea aufieri (01/12/2005 - 21:19)

Ah, Dottori Dottori! alla vostra età!
Ma perché, perché, ma
PERCHÉ
signori Dottori I.M. dell'Universo
con tutto che vi addottorate e vi baccalaureate
e vi improfessorate nelle Università
e la storia e la geografia studiate viaggiate vi scafate, le macchine fabbricate
sviscerate la scienza
inventate l'atomica e il volo lunare
però questa primaria lezione dell'esperienza
ancora non la volete imparare?
Ve lo ripeto, o Signori I.M., non c'è verso:
CON GLI F.P. NON CE LA POTRETE MAI SPUNTARE.
Quelli conoscono il volo da prima assai dell'aviazione conoscono
la medicina che guarisce tutti i mali da prima assai
della penicillina quelli sanno la resurrezione
dai morti!
Non illudetevi di poterli eliminare.
Magari vi credete d'averli mangiati quando invece sul più bello del vostro banchetto
rieccoli che tornano a zompare                                          
sui vostri piatti.
Quelli sono incredibili inconcepibili inammissibili sono tutti matti.
E non cullatevi nella speranza di poterli RIEDUCARE
indi paternamente legittimare.
Un tale povero ebreo che con voi Signori I.M. non ha niente a che fare
ha detto che certi bastardi sono il sale
della terra. Se voi, signori, liquidate l'amaro del sale,
10 sciapo del nostro alimento con che lo potremo sanare?
Senza sale, la vita non campa! Questo piccolo insegnamento dovreste mettervelo a memoria

 perché sarebbe invero uno sbaglio madornale

 la vostra pretesa di guidare la Storia

 senza conoscere almeno qualche primario elemento

 di storia naturale!

 Lasciamo andare. Ma a parte l'effetto scientifico suicidomicidiale

 da imputare alla vostra ignoranza, quale sarebbe in sostanza l'ideale specifico

 della vostra paterna speranza? TUTTI MARCIARE UNITI

 SOTTO LA SIGLA I.T. VERSO L'ESTREMO DÌ

 E Lì

 COMPATTI E ISTUPIDITI

 CREPARE.

 Ottimo affare!

 Cosi

 sarebbe questo lo slogan sensazionale

 della vostra lungimiranza?! Vi pare questo, a voi, l'obiettivo finale

 del grande collettivo mondiale?!

 11 fiore superlativo della produzione sociale?!

 Signori, qui

 c'è un equivoco.

 Meno male

 però che certe parabole sono fuori del vostro tiro.

 Invano o padri I.M. voi calcolate la mira.

 Siccome per la nostra chimica il sale non si può sciapare,

 cosi quei ragazzi F.P. non si possono intrappolare.

  Evviva!

 Quelli non si lasciano babbare e mammare come i vostri

  che si mettono a dormire buoni buoni

  sotto i ritratti incorniciati dei padroni

  fatti a sembianza di Madre Regina e Padre Rè.

  Quelli non conoscono ne padre ne madre.

  Chi nasce a recare l'allegro sale nella terra


è peggio di chi parte alla presa di Gerusalemme.

 Dei padri e delle madri se ne scorda.
Ma tanto, a voi che v'importa? Si sa, per la vostra guerra
voi contate sulle infelici maggioranze
cioè sulle vostre legittime figliolanze                                 
a voi sempre ubbidienti perché
da voi già rese
dementi.
E in quanto agli altri pochi, onde ridurre al silenzio
(almeno fino ai loro ritorni) quei fautori d'allegro disordine       
già covate le vostre provviste di gas e di corda
in attesa della prossima
occasione.
Frattanto, badate a confondere ogni allegra tentazione
delle nostre povere menti coi tristissimi vostri rumori               
e cosi vi rifate una base per i vostri bei tempi.
Nella solita ennesima persuasione
che il sistema funzionerà, stavolta l'imbroglio vi riuscirà
il vostro regno triste finalmente verrà.
Sarà.                                                                    
Ma
attenti signori attenti
alle sorprese.
Sappiatelo, o padri meschini I.M. d'ogni paese:
se ancora il corpo offeso dei viventi resiste                          
in questo vostro mondo di sangue e di denti
è perché passano sempre quelle poche voci illese
con le loro allegre notizie.
Contro le vostre milizie sevizie immondizie
imprese spese carriere polveriere bandiere                       
istanze finanze glorie vittorie sciarpe littorie & sedie gestatorie
contro la vostra sana ideologia la vostra brava polizia
ghepeù ghestapò fbi min-cul-pop ovra rapp & compagnia
e tutta la vostra mortuaria litania
ci vale solo quell'unica eterna scaramanzia:                                 
l'allegria
degli F.P.
Come vanno i Vostri Reali E i Presidenti E i Generali
E i Rendimenti gli Emolumenti? Siete contenti dei Vostri Affari?
In Famiglia tutto bene? La Signora si mantiene?                
E la Bomba come va? La più bella chi ce l'ha?
La Mammà dei Capitali o il Papa dei Proletari?
Bravi bravi complimenti. Siete sempre Regolari.
Troppo uguali. Troppo uguali. Troppo tristi e troppo uguali
troppo uguali e troppo tristi. Troppo tristi troppo tristi          
tristi TRISTI. Non vi viene mai lo sfizio d'essere meno tristi?

                 (Il mondo salvato dai ragazzini, 1968 Torino, Einaudi)

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